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Giuann - Robots (Recensione) |
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| | Etichetta: First Class Music Distribuzione: Universal Anno: 2006
Ad otto anni da “Contingente” torna, dopo varie apparizioni su più compilation, con un lavoro tutto suo il gorifoggiano Giuann Shadai e lo fa con un cd che presenta davvero poche pecche e diversi pregi. Giuann dimostra di essere un ottimo storyteller, i pezzi “Mezzodì sabato mattina” e ancor più “Siamo numeri” ne sono la dimostrazione; altra nota positiva è il buon uso della voce e la capacità di variare flow con semplicità e con risultati decisamente soddisfacenti, il che gli permette di spaziare da sonorità prettamente rap ad altre più “raggaeggianti” e varie. Diversi sono i ritornelli che rimangono in testa, ma non per questo son frivoli, non tutti almeno, mentre pochi sono i pezzi che fan venir voglia di passare avanti, se proprio volessimo andare a trovare qualche difettuccio in più dovremmo rivolgere la nostra attenzione all’etichetta(Firstclassmusic) e alla distribuzione(Universal) visto che il cd è arrivato nei negozi con ampio ritardo, e chi naviga un po’ in internet sa quanto questo abbia fatto arrabbiare lo stesso Giuann, e nonostante questo sul retrocopertina ci sono degli errori nella tracklist e il prezzo non è certo tra i più bassi, da 15 € in su; ma passiamo ad una breve analisi dei pezzi: Alzati: una bell’introduzione al viaggio che ci aspetta. Tornare giù: Giuann si presenta con un discreto pezzo, cantandosela e suonandosela. Più fuoco: Giuann continua a parlarci di sé questa volta con una sonorità diversa su beat di Frank Siciliano. Tra l’ultimo drink e il primo caffé: altro pezzo altro flow, al beat sempre Frank, Giuann si racconta confrontandosi con sé stesso, o meglio con una versione di sé stesso di qualche anno prima… Ci si chiama rmx: Mastermaind remixa un vecchio pezzo con Frank&Mista, personalmente preferisco la versione precedente che ho tenuto nello stereo per diverso tempo. Mezzodì sabato mattina: “Giuann Shadai fa il beat e ti racconta una storia” e a noi non resta che ascoltarla meditandoci sopra. Come già detto davvero bravo nello storytelling Giuann e il meglio deve ancora arrivare. Non c’è: Mace stende il beat, Giuann e Giallo ci cantano sopra un discreto pezzo d’amore senza infamia né lode. Balla bella bimba: Giuann, Daker e Ill Mario su una bella base dello stesso Giuann, base che poteva essere sfruttata meglio, ma pezzo che si lascia comunque ascoltare. Oltre il ponte: accompagnato da K-Hill Giuann ci parla del suo amore per la musica su un’altra produzione di Frank. Robots: nella title track gli “errori di sistema” Shocca&Giuann ci danno la loro visione dell’uomo al giorno d’oggi, condendo il tutto con un ritornello che rimane abbastanza in testa. Il delitto: è ora di muovere i culi con questa traccia prodotta da Giuann, Mace e Mastermaind e che ha in Esa un bel ospite per il ritornello; chi non se la sente di muoversi potrà soffermarsi a cogliere il messaggio nel pezzo. Siamo numeri: mi trovo in difficoltà a parlare di questo racconto, al primo ascolto mi ha messo i brividi, credo sia il primo rapper a trattare questo argomento in questa maniera, fatemi sapere se solo a me ha fatto quest’effetto. Souldavid al ritornello, nuovamente Frank al beat. I miei tributi: Beatgym Team al beat, Ghemon ospite per un omaggio alla vecchia scuola del rap italiano da Neffa e Deda a Lou x ed Esa passando per Leftside, Colle der fomento e Speaker DeeMo. Chillipidichillimani: vi ho detto che c’era poco da skippare in questo cd, però qualcosa c’è. Un pezzo che non mi ha proprio preso e mi dispiace perché dalla collaborazione con Cuba Cabbal mi aspettavo molto. Come Fabio G.: ops mi è rimasto il dito sul tasto skip…il testo in se non è brutto,ma il pezzo non mi prende. Nella notte: con K-Board e Al Castellana un pezzo che ad un primo ascolto pare dedicato ad una donna, ma che secondo me potrebbe celare qualcosa di più. Un metodo per capirsi: Shocca per il tappeto sonoro, Daker ospite e io mi limito a citare il ritornello “ Questo non è un dissing è un metodo per capirsi” la da da deh la da da da deh Stardust: il cd termina con una dedica molto sentita di Giuann a chi gli ha trasmesso la passione per la musica. In conclusione un buon lavoro con bei testi rappati bene e buoni beat (in particolare quelli di Frank Siciliano) che però, escluso qualche pezzo, personalmente non considero tra i cd che sì fan ascoltare anche 4-5 volte di seguito, ma piuttosto tra quelli da avere lì e ascoltare di tanto in tanto con molto piacere; sicuramente un cd a cui si deve dare almeno un ascolto.
Michele R.
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